Rischi e strumenti abilitanti per una gestione responsabile del digitale nelle imprese.

La rivoluzione digitale rappresenta oggi, un processo inevitabile ed inarrestabile che, soprattutto in seguito alla pandemia di Covid-19, ha profondamente modificato il nostro modo di comunicare, i nostri sistemi produttivi e le logiche della nostra vita privata e lavorativa. Le imprese sono profondamente influenzate dai rapidi processi di digitalizzazione che permeano in ogni ambito del loro agire, imponendo la strutturazione di una strategia di gestione che consenta di gestire tali processi in modo responsabile e solido. Il digitale, infatti, non porta con sé solo nuove numerose opportunità ma anche diversi rischi ed impatti negativi sulle tre aree della sostenibilità, che le organizzazioni si trovano a dover cogliere, prevedere e mitigare.

Il rapporto sinergico tra digitalizzazione e sostenibilità è stato al centro del lavoro che Impronta Etica ha dedicato negli ultimi due anni, attraverso un percorso rivolto ai propri associati e che ha coinvolto numerosi esperti sul tema. L’attività ha incluso lo sviluppo di un ciclo di incontri, i cui principali risultati verranno diffusi in un report che verrà pubblicato nel mese di luglio. Questo percorso ha avuto l’obiettivo di approfondire i rischi derivanti da una gestione non responsabile del digitale da parte delle imprese e di identificare i possibili strumenti abilitanti che permettono di sfruttare le opportunità offerte dalla digitalizzazione.

Per dare seguito al lavoro svolto ed esplorarne le sfaccettature cogliendo il punto di vista delle imprese, Impronta Etica ha deciso di dedicare il seminario pubblico che ogni anno organizza insieme all’Università degli Studi di Bologna, proprio a questo tema. Si è quindi tenuto lo scorso 23 maggio nella cornice del Festival dello Sviluppo Sostenibile 2024 di ASviS, l’evento “L’impatto della digitalizzazione sulla sostenibilità: stato dell’arte e prospettive future” che ha offerto una preziosa occasione di studio, scambio e confronto alla scoperta delle sfide ed opportunità del digitale e la sua relazione con le tre aree della sostenibilità. Un affondo ricco di spunti grazie all’apporto del mondo accademico e di alcune organizzazioni associate di Impronta Etica che hanno portato la loro prospettiva sul tema.

All’inizio della giornata, AICCON, il Centro Studi dell’Università di Bologna dedicato alla promozione della cultura del non profit e della cooperazione, ha offerto un approfondimento sul tema della governance digitale, presentando numerosi dati sul modello italiano. L’Italia si distingue per un approccio alla governance digitale pluralistico e democratico, caratterizzato da risorse e investimenti spesso modesti, ma potenziato dal coinvolgimento di numerosi soggetti e stakeholder che collaborano in modo capillare, mettendo le persone al centro della propria azione.

L’incontro è continuato con l’intervento di Impronta Etica, che ha descritto il percorso intrapreso con le imprese associate, focalizzandosi sugli impatti del digitale, sia positivi che negativi, sulle tre aree della sostenibilità: ambientale, sociale ed economica. Successivamente, sono stati esplorati strumenti concreti e potenziali leve abilitanti che possono aiutare le imprese ad affrontare le sfide della digitalizzazione nei loro settori e a sfruttare le opportunità di sviluppo e competitività che essa offre.

A seguire, si è quindi svolta una tavola rotonda che ha visto tre imprese socie di Impronta Etica alternare le proprie voci in uno scambio di esperienze e approcci diversificati al tema oggetto del seminario: Crif, Camst Group ed Open Group.

Per Crif, azienda specializzata nella gestione di una vasta quantità di dati digitali sensibili dei suoi clienti e sistemi informatici, la digitalizzazione è parte integrante del suo core business e la sua gestione corretta è un elemento imprescindibile per un corretto ed efficiente funzionamento dell’organizzazione. La sua esperienza ha permesso di approfondire il tema della cyber security e delle minacce derivanti da una gestione non sicura del digitale nell’impresa. Solo mettendo la privacy al primo posto e progettando sistemi di protezione dei dati a lungo termine, è possibile affrontare il digitale in modo sicuro, evitando rischi altamente dannosi e spesso sottovalutati.

Proprio la volontà di affrontare al meglio i rischi informatici e gestire in modo sicuro il digitale, è stata per Camst Group la leva abilitante che ha spinto l’impresa ad implementare una trasformazione digitale sostenibile e responsabile al proprio interno. Questa transizione ha abilitato e accelerato l’implementazione della strategia di sostenibilità, trasformando in modo virtuoso la cultura organizzativa, i processi, le modalità operative e le pratiche comunicative interne.

Anche per Open Group la digitalizzazione è permeata all’interno dei valori e delle logiche della Cooperativa Sociale, figurando come un abilitatore trasversale capace di ampliare, potenziare e rafforzare i suoi scopi e i suoi valori intrinsechi. A partire da un “Manifesto del digitale” che enuncia i principi fondamentali con cui la cooperativa affronta il tema e la sua gestione, la digitalizzazione diventa per Open Group un catalizzatore di inclusione, partecipazione e diffusione di competenze

Tre realtà molto diverse tra loro, con approcci e integrazioni strategiche del digitale differenti all’interno delle proprie imprese; che hanno dimostrando come ogni organizzazione possa integrare il digitale nella propria realtà in modo personalizzato, responsabile e sostenibile. Questo ampio ventaglio di strumenti, pratiche di utilizzo e obiettivi fissati ha mostrato che non esiste un unico metodo per stabilire una governance del digitale efficace. Ogni organizzazione deve individuare il modello più adatto alle proprie necessità, tenendo però presenti alcuni aspetti comuni che permettono di affrontare i potenziali rischi in modo efficace e di sfruttare le opportunità offerte dalla trasformazione digitale. Tra questi, l’integrazione del digitale nella valutazione dei rischi aziendali, un approccio che metta al centro le persone nei processi di trasformazione, e la definizione di una “strategia ambientale” del digitale, mirata a ridurre l’impatto ambientale delle nuove tecnologie.

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A cura di Impronta Etica*

*Impronta Etica è un’Associazione senza scopo di lucro costituitasi nel 2001
per la promozione e lo sviluppo della sostenibilità e della responsabilità sociale d’impresa

28 Giugno 2024

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