Una panoramica sui rischi di oggi e di domani.

Il World Economic Forum ha pubblicato nel gennaio 2023 il Global Risk Report 2023: il documento annuale che riunisce e sintetizza le percezioni dei rischi globali attuali e futuri di studiosi, imprese, istituzioni e comunità, fornendochiave di lettura degli eventi e identificando possibili soluzioni.

L’anno appena iniziato, ha già mostrato fin dai primi giorni del 2023, il segno delle sfide che l’attuale scenario geopolitico si sta trovando ad affrontare: gli effetti della pandemia, la guerra in Ucraina con la conseguente crisi energetica e l’aumento del costo della vita restano temi presenti e pressanti nella nostra società. Possiamo dire che il mondo si stia trovando a fronteggiare due tipi di rischi: da una parte rischi già familiari, come l’inflazione, le guerre commerciali e gli scontri geopolitici, e dall’altra rischi inediti, come la nuova era di bassa crescita economica e il declino dello sviluppo umano dopo decenni di progressi, lo sviluppo rapido e senza limiti di tecnologie a uso sia civile che militare e i sempre più evidenti impatti del cambiamento climatico.

Osservando i rischi affrontati dal documento più nel dettaglio, al primo posto per quanto riguarda il livello di preoccupazione e urgenza percepita dalla popolazione, troviamo l’aumento del costo della vita come principale minaccia avvertita come imminente. Per quanto riguarda le minacce nel lungo periodo, il podio è occupato dall’incapacità di affrontare e gestire il cambiamento climatico e le sue conseguenze, tra cui i sempre più frequenti disastri naturali.

Nel mondo attuale sempre più connesso e globalizzato però, ogni elemento rischia di creare un effetto domino di ancora maggiore portata. La concomitanza e l’interconnessione della crisi ambientale, geopolitica e socioeconomica minaccia di dare luogo a una policrisi senza precedenti, in cui le diverse crisi, interagendo tra loro amplificano negativamente i loro effetti, generano un impatto complessivo che supera di gran lunga la somma degli impatti di ciascuna crisi presa singolarmente.

Nonostante i fenomeni di crisi si siano sempre verificati nel passato, i punti di rottura particolarmente critici a cui oggi ci troviamo ad assistere sono:

  • la velocità con cui questi shock avvengono
  • la complessità degli impatti generati
  • le interrelazioni tra fenomeni

È necessario, infatti, oggi prendere coscienza del fatto che la nuova realtà che ci troviamo ad affrontare è fatta da molteplici punti di rottura, spesso interrelati tra loro in un insieme imprevedibile di effetti e impatti le cui conseguenze sono difficili da immaginare e gestire.

Nonostante si prospettino ancora anni complessi, esiste ancora la possibilità di realizzare un futuro più sicuro e prospero: grazie al dialogo e l’azione concorde e unita è possibile affrontare le sfide che ci riservano il presente e il futuro con resilienza, in modo da prevenire e rispondere alle emergenze in modo efficiente ed efficace, sfruttando a nostro favore quell’interconnessione esistente tra i diversi rischi globali. I risultati positivi nell’affrontare un’area di complessità, possono infatti avere un effetto moltiplicatore sulla preparazione generale per altri rischi correlati, generando un flusso virtuoso.

Per concludere, a fronte di un incrinamento del sistema economico e delle crescenti preoccupazioni sociali e ambientali che porteranno alla necessità di prepararsi a compromessi sempre più stringenti e a un clima sempre più teso, è ancora possibile invertire la rotta concentrandosi sulle possibili leve che consentano di raggiungere una transizione più verde, inclusiva e giusta.

A cura di Impronta Etica*

*Impronta Etica è un’Associazione senza scopo di lucro costituitasi nel 2001
per la promozione e lo sviluppo della sostenibilità e della responsabilità sociale d’impresa (RSI).

31 Marzo 2023

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