L’uomo Vitruviano – Leonardo da Vinci

CON IL LATO POSITIVO IN VIAGGIO… NEL CORPO

la redazione va in vacanza! 
Per non lasciarvi soli in queste due settimane abbiamo pensato ad un argomento che non fosse di attualità, ma sempre attuale.

CORPO
La parte di noi che appare, quella più sfruttata, curata, bistrattata quella che deve sempre coordinarsi con la mente, uno estensione dell’altra e quando non lo fa perde l’equilibrio. Ci piace parlare del corpo perché ci riguarda tutti ed è per tutti uguale: una testa, un tronco, due braccia e due gambe. (Leonardo l’uomo Vitruviano)

Secondo la filosofia Platonica, il corpo era la causa di tutti i mali, distratto dalla ricerca del piacere e prigione dell’anima. In realtà il corpo è una tela bianca su cui poter disegnare e tutte le culture di qualsiasi tempo, tribali e non, lo hanno sfruttato per costruire un linguaggio, un testo multiverso in cui diverse voci coesistono e si contrappongono.

Amare il proprio corpo, a volte sembra impossibile, la vita moderna ha fatto del corpo una merce, una forza lavoro, la forza delle braccia, un oggetto anatomico che deve attenersi a regole precise, per corrispondere ad aspettative talmente irraggiungibili che per soddisfarle il corpo diventa virtuale. Per fortuna non è sempre così, c’è anche resistenza nei corpi e qualcuno lo sa, Benigni gli dedica perfino un Inno.

…Perché chi è bello, non è bello che il tempo di guardarlo, chi è nobile sarà subito anche bello…(Saffo frammenti), contro i pregiudizi, l’individuo cerca di parlare alla comunità attraverso l’immagine del proprio corpo, per mettere in luce le forme di intolleranza e violenza verso uomini e donne, il pride di Chicago vede, il mondo queer (sessualmente, etnicamente o socialmente eccentrico rispetto alle definizioni di normalità) scendere in piazza in favore della comunità nera Black Lives Matter.

Non possiamo essere sempre positivi, quando intere categorie di individui classificati come merce vengono stigmatizzati ed accusati di essere untori, come le prostitute del Kenia, abbandonate alla malattia, ma possiamo comunque provare a riflettere, chiederci cosa non ha funzionato, il perché si è fatto strada il bisogno delle donne di cristallizzare il proprio corpo in un intervallo di tempo che non passa, e vogliamo domandare attraverso le parole di Michela Murgia a chiunque abbia il potere e non lo condivide, se lo sa che genererà degli emarginati.

Il Corpo come simbolo nell’arte contemporanea, come oggetto artistico, la Body-art raccontata lungo tutta la loro vita da Ulay, artista tedesco scomparso dopo una lunga ed intensa carriera e dalla sua compagna Marina Abramovic, un sodalizio artistico fatto di gesti, opere radicali e rivoluzionarie. Il corpo che ci ha lasciato, ma torna in vita per rivelarci i suoi segreti, un’eccezionale mostra di real bodies, individui che hanno donato i propri corpi alla scienza, il corpo in equilibrio instabile, mostra fotografica di  mille volti del corpo umano e di diversi modi di raffigurarlo.

2 Agosto 1980, la guerra dei corpi, com’è nel nostro stile, non possiamo dimenticare le ricorrenze, quelle che ogni anno riavvolgono il filo del tempo e ci riportano lì dove l’offesa che hanno subito corpi innocenti è rimasta ancora impunita, forse dopo quarant’anni si è più vicini alla verità, intanto possiamo ricordare, ricordarle tutte, le offese, perché peggio di morire è essere dimenticati (Lella Costa).

Ellepi Jukebox

Ogni corpo ha un suono ed è strumento di melodia.

Scaffale

Il corpo del figlio, Chiara Alessi e Marius Ani Oulakolè

La storia, vera, di Prince il quattordicenne trovato cadavere nel vano del carrello di un aereo, partito dalla Costa d’Avorio e atterrato a Parigi lo scorso gennaio. E’ la storia di umanità che s’incontrano tra Abidjan, Parigi e Milano.

Storia di un corpo, Daniel Pennac

3agosto 2010. Tornata a casa dopo il funerale del padre, Lison si vede consegnare un pacco, un regalo post mortem del defunto genitore: è un curioso diario del corpo che lui ha tenuto dall’età di dodici anni fino agli ultimi giorni della sua vita. Al centro di queste pagine regna, con tutta la sua fisicità, il corpo dell’io narrante che ci accompagna nel mondo, facendocelo scoprire attraverso i sensi: la voce stridula della madre anaffettiva, l’odore dell’amata tata Violette, il sapore del caffè di cicoria degli anni di guerra, il profumo asprigno della merenda povera a base di pane e mosto d’uva. Giorno dopo giorno, con poche righe asciutte o ampie frasi a coprire svariate pagine, il narratore ci racconta un viaggio straordinario, il viaggio di una vita, con tutte le sue strepitose scoperte, con le sue grandezze e le sue miserie: orgasmi potenti come eruzioni vulcaniche e dolori brucianti, muscoli felici per una lunga camminata attraverso Parigi e denti che fanno male, evacuazioni difficili e meravigliose avventure del sonno. Con la curiosità e la tenerezza del suo sguardo attento, con l’amore pudico con cui sempre osserva gli uomini, Pennac trova qui le parole giuste per raccontare la sola storia che ci fa davvero tutti uguali: grandiose e vulnerabili creature umane.

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La sfida per i lettori

Si è parlato di Corpo e di persone, in questo numero, corpo che provoca, si schernisce, si mostra, il linguaggio del corpo, e il tuo corpo che persona è?

In questo numero grazie a Fabio Fantuzzi di D&P che di foto se ne intende e non poteva mancare in questo nostro Corpo e…ciao Franca!

VACANZE: ISTRUZIONI PER L’USO (perché ai vostri corpi ci teniamo 😉)

Èvero, siamo in vacanza, ma per essere presenti anche in nostra assenza, vogliamo condividere alcune regole e consigli per ritrovarci tutti in buona salute, diciamo un “saper vivere di Donna Letizia” ai tempi del Covid, dove alle regole di bon ton, sostituiamo quelle di new style:

Per finire la storia di un piccolo corpo, un mondo galleggiante, in orbita in una soluzione salina, una caretta-caretta in migrazione verso i luoghi di riproduzione, porta sul carapace un intero condominio di microfauna.

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