…con una nuova veste – foto di Fabio Fantuzzi

RITORNI

“Una partenza presuppone sempre, e prima o poi un ritorno. Un congedo temporaneo dalle incombenze e dalla frenesia quotidiana, per ritrovare le energie e il gusto dell’abitudine, lì dove il viaggio prevede la sospensione del tempo. Rientrati dalla pausa estiva e dalle prossimità ritrovate in quest’estate diversa dal solito, abbiamo ripreso anche le nostre sane consuetudini: ognuno dalle proprie postazioni, ci siamo trovati in redazione dove abbiamo pescato qualche ricordo dai nostri viaggi, per chi è riuscito a concedersi una pausa, marachelle familiari e letture estive, per riflettere che sì, si stava proprio bene, potendo ritornarci!

Buona lettura!

Dai luoghi visitati e le ore spese lontane dai doveri, si riprende a piccoli sorsi la quotidianità con il rientro in ‘ufficio’, non con poche preoccupazioni e timori, ma della realtà è necessario interpretarne i significati, non facendosi sopraffare da affrettate conclusioni, e con la prudenza in prima fila.

Si dice che una persona che parte, non sia la stessa di quella che ritorna, ma ne siamo proprio sicuri? Alcuni viaggi nascondono silenziose insidie e disastrosi imprevisti, che ancora una volta, ci dimostrano quanto instabili siano le fondamenta su cui l’uomo ha riposto la sua fiducia e costruito il suo successo, mettendoci davanti la fondatezza dell’assunto che l’attuale modello economico impone dei rischi maggiori dei benefici.

Una partita che si gioca fra chi auspica (e dimostra) un ritorno ai valori fondamentali, prima della corsa agli incassi e in virtù dell’unione che fa la forza, connessa ad un’inversione di marcia della produzione; e i rappresentanti del capitalismo che propongono di formalizzare il quarto settore nell’economia, mettendo le attività orientate allo scopo al primo posto. Il rischio è che si cambi pelle, ma non sostanza, in un mondo che torna a riflettere sugli ingredienti della democrazia. Una ricetta basata su equità, condivisione e inclusività, quella scritta nella storia dell’economia sociale, supereroe al tempo del Covid, che ha rivelato la centralità della società civile e dei territori, come volano per la ripartenza.

Non resta che scegliere su cosa centrare il nuovo modello e delineare le strategie con cui dare ruolo fattivo alle scelte condivise lungo il percorso di rilancio del paese.

Ritorni che passano dalla riscoperta della terra perché “la salvezza del mondo è nella natura selvaggia”, dove un seme che si pianta, è una speranza che cresce e si propaga, per far fronte all’inaridimento del suolo e a quello della nostra umanità. Un mondo migliore è possibile: non si sa mai che si scopra una nuova terapia salvifica e una risorsa essenziale per contrastare la crisi ecologica ed economica. Un’enorme responsabilità morale e culturale quella con cui l’uomo dovrà confrontarsi, trasformandosi da “consumatore” in sensibile “utente” e attento “custode” del pianeta che lo ospita.

Un respiro a pieni polmoni e un ritorno alla gentilezza, pochi e piccoli accorgimenti per rispondere ad una società arrabbiata che ha dimenticato il rispetto come collante dei rapporti umani. Quando rifuggire gli istinti favorisce l’intera collettività… a cosa serviranno altrimenti le ferie?

In tutte le situazioni, è la mia risposta che decide se una crisi si inasprirà o ridurrà (…) Se trattiamo le persone come dovrebbero essere, le aiutiamo a diventare ciò che sono capaci di diventare”. Un clima di fiducia diffuso, al centro i giovani, e le loro capacità di costruire un futuro con nuovi presupposti e rendere la Terra il posto migliore in cui voler abitare.

Il nostro augurio? Guardare al mondo ogni giorno con lo stupore negli occhi.

Ellepi Jukebox

Si rientra, ma con il ritmo giusto. Una selezione di canzoni che parlano di ritorno, di speranze ritrovate, e di storie di vita in cui potremmo rispecchiarci, perché nel viaggio si scoprono anche degli alleati.

Scaffale

La casa degli sguardi, Daniele Mencarelli, Mondadori

È la storia di un ragazzo, poeta maledetto ed oppresso, che riesce a salvarsi e riscattare la sua vita grazie al contratto di lavoro che gli viene offerto da una cooperativa di servizi che opera presso il Bambino Gesù di Roma. Tanti gli sguardi che incontra lungo il percorso, così come le domande che affollano la mente: perché, se la sofferenza pare essere l’unica legge che governa il mondo, vale comunque la pena di vivere e provare a costruire qualcosa? È dall’esperienza quotidiana di condivisione, solidarietà e cura dell’altro, che troverà le risposte al di là di ogni retorica. Una storia di cooperazione vera.

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La domanda per i lettori

Si viaggia spesso nel tempo per rintracciare il momento migliore, quello dove tutto funzionava bene e meglio. Si è parlato di ritorno ai valori essenziali, di riscoperta della natura come cura dello spirito e possibile contrasto alla crisi, ma anche di un recupero di modelli condivisi per il rilancio dell’economia. E tu, hai qualcosa verso cui vorresti “ritornare”?

Mandaci se vorrai le tue riflessioni all’indirizzo email illatopositivo@cnsonline.it

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