Spazio (quasi) infinito – foto di Maurizio di Leo

Libertà

A pensarci bene la parola libertà è come il futuro, quando la citi, già non esiste più.
Una parola mondo, una meravigliosa afasia del pensiero, la riempiamo di significanti, le regaliamo le nostre paure, i nostri tentativi di costruirci sopra qualche bel mattone di senso.
È ingombrante, voluttuosa, tentatrice, quasi mai risolutiva.
È l’atto che combatte contro l’azione, è il tempo Ayon, che lotta disperatamente contro quello Kronos.
È il tempo dell’artista, quello del ballerino, è il tempo che si dimentica di esistere.
Esseri desideranti, che nell’attesa di definizioni semantiche cristallizzano l’attimo, questo.

(Francesco Rosati, autore di Percorsi)

Buona lettura!

Libertà, facile a dirsi, difficile comprenderla: “La libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione”: forse è per questo che quando ci incastriamo nel concetto, il primo pensiero va al singolo individuo. Una lotta eterna quella tra libertà da qualcosa e la libertà di poter fare, quasi che sia l’uomo l’unico responsabile ed artefice del proprio destino. Siamo proprio sicuri che il modello liberista sia la strada giusta?

Reclaim your future: la campagna di CHEAP sulle strade di Bologna

In un momento in cui sembra ci sia stata privata, libertà è andata a braccetto con la trasparenza. L’importanza di accedere alle informazioni si è fatta più urgente, per esplorare i confini e avere una visione sul mondo trasferita nero su bianco. C’è chi ha rivendicato questo diritto, quello di informare e di essere informato, ma non è andata per tutti allo stesso modo.

Tutelare la libertà di informazione (la lettera della presidente dell’Associazione della stampa internazionale di Bruxelles)

Il Covid ha ristretto le democrazie?

Il rischio da scongiurare è quello di trovarsi nel mare magnum di titoli che giocano con i numeri al rialzo, o al ribasso. Numeriche confuse che alimentano paure condivise, in un tempo nel quale la matematica non può essere un’opinione e l’assolutezza è solo un’irresistibile vanità.

L’infodemia da Covid-19

Diffidate di chi usa i numeri assoluti

Dati e numeri da saper interpretare. Una complessità che passa dal linguaggio utilizzato e che la scienza contemporanea continua a promuovere. Cresce il bisogno di unificare (ed interpretare) il senso condiviso perché “La verità ha un linguaggio semplice e non bisogna complicarlo” (Euripide). E se la stessa risiede nel mezzo, forse basterebbe che la lingua della scienza si incontrasse a metà strada con il nostro “linguaggio sociale”.

Covid-19 e l’importanza del linguaggio: le riflessioni dell’antropologo Arjun Appadurai (podcast)

Quando l’uomo è confinato, è la natura, con le sue forme e i suoi colori che si riappropria dei suoi spazi ormai dimezzati. “E poi, ho la natura e l’arte e la poesia, e se questo non è sufficiente, che cosa posso volere di più?” (Van Gogh)

Mamma anatra e i suoi anatroccoli passeggiano per il Lungotevere

Balene a New York

Libertà è anche cambiare idea e rovesciare concettualmente gli slogan con i quali si è costruito un impero: ieri l’era della privacy era finita, oggi il futuro è privato. Negli ultimi tempi, sebbene costretti, gli esseri umani hanno lasciato spazio ad uno scorcio di natura, ma non si può dire lo stesso per le big-company che limitano la possibilità ai competitors di svilupparsi in libertà, abusando del proprio potere. In America cambia il vento, 48 stati fanno causa a Mark Zuckemberg e l’antitrust mette nel mirino, oltre che Google, anche Facebook, verso un cambio radicale di approccio alla concorrenza.

Il futuro è privato

Vogliono dividere Facebook? (una puntata del podcast “Actually”)

Alle volte rimaniamo indifesi di fronte alla difficoltà di cambiare le cose, ma la libertà è sempre in agguato e il lato positivo in ognuno di noi ci insegna a credere che sia sempre possibile scegliere.

Libertà dei generi (con la musica di Voodoo Kid)

Cannabis terapeutica: il progetto di MeglioLegale

anche quando non si ha apparentemente voglia Fuga dal Natale (trailer esilarante)

Libertà l’ho vista dormire nei campi coltivati, protetta da un filo spinato (De Andrè)

Passare le feste dietro alle sbarre può essere una decisione? Alle volte decisamente sì. Ecco che gli auguri di Natale arrivano da chi della restrizione ha fatto la propria libertà, ed un pensiero va anche a chi l’ha persa facendo scelte e si trova a combattere nella reclusione la pandemia, oltre che i propri demoni. Mentre fuori c’è chi discute se sia un vantaggio trovarsi già reclusi rispetto a chi non lo è o se sia meglio diminuire il flusso di entrata e uscita dalle carceri per evitare il contagio, a voi libera scelta.

Monache di Clausura

Le carceri italiane al tempo del Covid-19

Questa settimana, la riunione di redazione ha ospitato Irene Pollini e Kiran Chaudhuri di AssembraMenti, un movimento per la parità intergenerazionale, fondato da quattro giovani donne in pieno lockdown. Grazie al loro entusiasmo e alla voglia di costruire un futuro in cui muoversi liberamente. Ecco il loro Manifesto.

Spazio alla luce – Foto di Marta Venditti

Scaffale

Un luogo chiamato libertà, Ken Follett, Mondadori

Quando si parla di libertà, è verso le catene che il pensiero corre veloce. Liberarsene per sentirsi vivi, una storia di riscatto, ambientata nell’Inghilterra del ‘700, al tempo della rivoluzione industriale e al sorgere del nuovo “schiavismo”. Un libro che racconta le appassionanti vicende di una generazione anelante la libertà, attraverso la storia di un giovane minatore e della sua bella. Pagine d’amore, ma anche di coraggio ed ambizione.

Sei interessato a leggere il libro? Ti ricordiamo che esiste MLOL, la biblioteca digitale aperta e partecipata. Per prendere libri in prestito quando vuoi e dove vuoi.

Ellepi Jukebox

Ne abbiamo trovate così tante che non abbiamo saputo scegliere. Per il weekend l’invito è avvicinarsi con le note alla libertà, che poi la musica anche a quello vuole aspirare.

La domanda per i lettori

Abbiamo parlato di libertà, parola dai contorni sfumati. Spesso desiderata, sperata, il suo astrattismo la rende così affascinante. Ad ognuno la sua interpretazione, e a ciascuno la possibilità di afferrarla. E tu, da cosa vorresti sentirti libero? E cosa vorresti invece sentirti libero di…? Scrivici se vuoi le tue riflessioni all’indirizzo illatopositivo@cnsonline.it

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Leggi “Il lato positivo” delle settimane scorse