la quiete prima della tempesta – foto di Maurizio di Leo

PREVISIONI

Un grande avvenire dietro le spalle, è il titolo di un vecchio libro di Vittorio Gassman, un bilancio di una vita consumata e vissuta in tanti universi esistenziali ma anche una previsione dei tanti passi ancora da compiere.

Siamo dei moltiplicatori di previsioni, da sempre, da quando conquistiamo una consapevolezza del chi siamo, affrontiamo le nostre giornate con previsioni: speranzose ai limiti della follia o drammaticamente aderenti al quotidiano.

Siamo come il pianista descritto nella poesia di Flaiano che canta la certezza di un fiore che non si vede, cercare nel buio qualcosa che non c’è, e trovarlo, forse il gioco è questo.

Ed in questa corsa ai pronostici, leggende metropolitane o schiaccianti verità, anche questo weekend vi accompagniamo in un viaggio attraverso i link, se le previsioni reggono!

Buona lettura!

Lo scorso numero abbiamo parlato di equilibri, quelli da ristabilire e scovare in una quotidianità rinnovata: contorni sfumati da fare invidia a chi di tela e pennello ne fa la sua professione.

D’altronde, fare previsioni non è meno. “Studia il passato se vuoi prevedere il futuro” apostrofava Confucio, ma in questa confusione di informazioni, fra scenari distopici riccamente conditi e la difficoltà di prefigurare un quotidiano possibile, le previsioni diventano una vera e propria sfida di dati disponibili ed aspettative d’impatto sulla società e l’economia.

Se è vero che le previsioni ci mettono davanti a molteplici strade possibili, lo è anche il fatto che questo virus ha accelerato delle “mutazioni” in corso: a partire dall’immersività della tecnologia e del suo esponenziale sviluppo, che ha avuto come principale conseguenza quella di ridurre i contatti materiali, ma soprattutto quelli umani. Una mancanza, quella di umanità, che ad alcuni lascia presagire che forse non è vero che niente sarà come prima, e che anzi, sarà un po’ peggio.

Una conferma che non tarderebbe ad arrivare: nei mesi in cui abbiamo messo in pausa le nostre relazioni umane, ci siamo affidati a fedeli compagni che ci hanno scaldato l’anima, ma che rapidamente abbiamo dimenticato al primo accenno di ritorno alla normalità.

Come in un tempo sospeso, per chi non ha più avuto di cosa occuparsi, sorpresi dall’imprevedibilità del circostante con il timore di perdere un proprio ruolo nel mondo.

Previsioni, alle volte sono come l’epilogo di un film già visto e corrono il rischio di avverarsi, soprattutto quando il bicchiere è mezzo vuoto. In un mondo governato da dati ed indici, dove l’economia muove le sorti del giorno dopo, potremmo ritrovarci più poveri di bellezza e poesia, quella che abbiamo disperatamente ritrovato fra gli scaffali delle nostre librerie a scandire il tempo limitato fra quattro mura.

In fondo, la voglia e l’urgenza di fare previsioni è intrinseca nella natura umana, quando alzare gli occhi al cielo era questione di sopravvivenza, oggi si continua ad investigare gli astri per trovare risposte al vivere quotidiano o per esorcizzare la paura di una nuova catastrofe. Eppure, nonostante in questi mesi le notizie abbiano creato confusione, amplificato dubbi e speranze, anche per gli addetti ai lavori, la scienza – con il suo metodo scientifico – è l’assicurazione per il futuro, e c’è chi della capacità previsionale ne fa professione.

Dopo tutto, potremmo anche scoprire che i nostri punti deboli non sono poi tali, e che nella vulnerabilità della malattia si trova anche la difesa per il virus, e che quelli che alcuni pensavano essere soldi spesi ‘a vuoto’ si scoprono invece antidoti contro malattie economiche ricorrenti.

Continueremo a commettere errori, a fare grandi voli pindarici tra follie individuali ed allarmanti verità, ma sicuramente su qualcosa faremo centro: fra i più scettici che temono il peggior scenario possibile, ci sarà sempre chi pianterà semi per il futuro che verrà.

C’è chi direbbe che, in fondo, è solo questione di karma.

#Giustadisale – Tutto ciò che ha gusto

Tante, forse troppe, le voci che hanno alimentato il dibattito di questi mesi, tra dati di fatto e necessità di tracciare una via possibile attraverso la capacità previsionale. La crisi economica e sociale in corso, conseguente a quella sanitaria, rischia di lasciare soli i cittadini dinnanzi alla fragilità del presente e le incertezze del futuro. Laura Malfatto, con l’aiuto di Francesco Giorgino, continua il ragionamento su cittadini ed istituzioni, aggiungendo un tassello al funzionamento democratico da preservare: oltre a rappresentare e decidere infatti c’è la comunicazione istituzionale.
A partire dalle nette differenze, di obiettivi e di modi, tra la comunicazione della Fase 1 e quella della Fase 2, come “comunicare” ai cittadini per offrire coerenza e trasparenza?

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Luci Cooperative

Biljana Prijic, Alleanza 3.0

Da cooperatrice convinta anche se non fideista, ho sempre un po’ sofferto per la diffusione acritica dell’idea che la cooperazione sia vecchia e stantia. Cerco di argomentare citando la democrazia, la corporate social responsability ante litteram, la facilità di accesso (tre soci, un capitale anche piccolo e una buona idea), ma mi viene fatto notare che il tasso di innovazione medio delle cooperative è contenuto e che tra le aziende più innovative in Italia e forse nel mondo ci sono davvero poche cooperative. E quindi che capacità di visione e previsione potranno avere mai? Ma io sono convinta che questa carenza non sia legata alla formula cooperativa in sé, quanto a una scarsa e superficiale conoscenza del modello cooperativo di impresa tra le menti brillanti capaci di tirare fuori le idee “giuste”. La cooperazione ha storicamente dato risposte a gruppi volenterosi ma svantaggiati nelle condizioni di partenza. Mi pare che ci sia più di una generazione là fuori che parte con condizioni difficili, oggi persino più difficili. Sarebbe bello che potessero incontrare il modello cooperativo sulla loro strada. Prevedo risultati interessanti.

Scaffale

La simmetria dei desideri, Eshkol Nevo, Neri Pozza

Tutti cerchiamo la nostra simmetria dei desideri, tra i sentimenti, i cambiamenti, le tante aspettative che mettiamo nelle nostre giornate.

Quella di Nevo, è la storia di 4 amici che si fanno una promessa solenne: scrivere su un biglietto i propri desideri e confrontarsi 4 anni dopo di fronte al mondiale di calcio.

Un biglietto chiuso in cassetto, con la vita che scorre e una vita tutta da conquistare.

4 vite che corrono spesso in direzioni diverse, tra amori impossibili, aspettative violate, egoismi da superare.

Forse li migliore scrittore mediorientale in circolazione descrive i personaggi con un tratto leggero e ironico, con un’introspezione psicologica da grande narratore

Sei interessato a leggere il libro? Ti ricordiamo che esiste MLOL, la biblioteca digitale aperta e partecipata. Per prendere libri in prestito quando vuoi e dove vuoi.

La sfida per i lettori

Resta evidente la necessità di guardare ‘oltre’, andare alla ricerca di possibili soluzioni e scenari da delineare fra i mille possibili. E’ arrivato forse il momento di chiedersi se abbiamo ancora voglia di fare previsioni (e progetti) o se stare ad aspettare quello che il quotidiano ci riserva. Tu da che parte stai?

Se vorrai, potrai dirci cosa ne pensi scrivendo all’indirizzo email illatopositivo@cnsonline.it

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Leggi “Il lato positivo” delle settimane scorse