Verso una maggiore semplificazione e allentamento degli obblighi.
L’Unione Europea nella sua rinnovata Commissione 2024-2029 guidata da Ursola von der Leyen e insediata lo scorso 1° dicembre 2024, ha dimostrato sin dai primi giorni dei suoi lavori, la vitale necessità per l’Europa di continuare a prosperare nonostante il delicato equilibrio geopolitico in cui ci muoviamo e le sfide sempre più crescenti che il mondo si sta trovando oggi ad affrontare, come la persistente crisi climatica, l’inasprimento delle disuguaglianze sociali e le implicazioni di un’innovazione tecnologia sempre più dirompente e inarrestabile.
Per rendere questi obiettivi attuabili e concreti, il nel novembre 2024 la Presidente von der Leyen ha annunciato quale prima grande iniziativa della Commissione in questo mandato, la definizione di una Bussola per la competitività presentata lo scorso 29 gennaio 2025 e destinata a delineare la cornice dei lavori della Commissione sulla competitività per il prossimo futuro, sulla base della precedente Relazione Draghi “Il futuro della competitività europea”.
Proprio all’interno di questa cornice politica, si inserisce la Proposta del Pacchetto Omnibus proposta dalla Commissione lo scorso 26 febbraio 2025 e declinata in due Pacchetti distinti di modifiche, finalizzati a semplificare e modificare alcune delle principali disposizioni normative europee, per favorire la competitività e la crescita alleggerendo le imprese dagli obblighi di compliance. Attualmente il Pacchetto Omnibus rappresenta soltanto una proposta legislativa, che ha acceso un fervente dibattito attorno ai suoi contenuti e alle possibili implicazioni normative rispetto alla rendicontazione di sostenibilità per le imprese, operando tagli netti e pesanti modifiche rispetto a quanto attualmente in vigore. Questo rischia di generare una comune battuta di arresto e sfiducia nelle organizzazioni rispetto agli impegni di sostenibilità, mettendo inoltre in difficoltà le imprese che avevano già avviato processo di adeguamento e che ora si trovano davanti ad una importante incertezza normativa.
Andando nel dettaglio, il Pacchetto Omnibus modificherebbe la Direttiva Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) sotto i seguenti aspetti:
- Innalzamento delle soglie di obbligatorietà: l’obbligo di redigere il bilancio di sostenibilità secondo le regole previste, si applicherebbe solo alle imprese con più di 1.000 dipendenti e con almeno 50 milioni di euro di fatturato e /o almeno 25 milioni di euro di patrimonio netto;
- Slittamento degli obblighi: per le aziende rientranti negli obblighi che prima erano obbligate a rendicontare a partire dal 2026 sui dati del 2025, vedrebbero ora l’entrata in vigore degli obblighi con un ritardo di due anni, pubblicando dal 2028.
- Standard volontari: le aziende non più rientranti negli obblighi previsti potranno secondo la proposta scegliere di aderire su base volontaria agli Standard VSME (Voluntary SME Standards) dell’EFRAG.
- Eliminazione reasonable assurance: non sarebbe più previsto il graduale passaggio a una revisione più approfondita dei dati rendicontati, mantenendo la “limited assurance”, ovvero un livello di verifica meno stringente.
- Semplificazione degli Standard ESRS: si prevederebbe la riduzione dei datapoint e KPI di rendicontazione richiesti dagli Standard europei e l’eliminazione degli Standard Settoriali attualmente in elaborazione.
Il Pacchetto propone inoltre la revisione della Direttiva Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CSDDD) con le seguenti proposte:
- Riduzione del perimetro di valutazione: la valutazione del rischio prevederebbe di non includere più automaticamente i fornitori indiretti, a meno che non emergano informazioni plausibili che suggeriscono un rischio concreto.
- Frequenza degli assessment lungo la catena del valore: si propone di realizzarli ogni 5 anni invece che annualmente, riducendo così la pressione normativa sulla gestione della supply chain.
- Proporzionalità delle richieste: le informazioni che le aziende soggette alla CSDDD potranno richiedere ai fornitori saranno secondo Omnibus differenziate in base alle loro dimensioni, prevedendo che per le aziende con massimo 500 dipendenti, le informazioni richieste saranno limitate ai dati previsti dagli Standard VSME.
- Rimozione della responsabilità civile: le imprese non potrebbero più essere soggette a sanzioni legali in caso di mancata conformità.
- Piani di transizione: secondo il Pacchetto Omnibus le aziende dovranno adottarli, ma non saranno più obbligate a implementarli, riducendo ulteriormente la trasparenza sugli impegni di sostenibilità di lungo periodo.
Viene poi proposta una modifica del perimetro di applicazione della Tassonomia europea, prevedendo che le imprese soggette alla CSRD con più di 1.000 dipendenti, ma con un fatturato fino a 450 milioni di euro, non saranno più obbligate a rendicontare il loro allineamento alla Tassonomia, ma potranno scegliere volontariamente se adottarlo o meno.
Inoltre, il Pacchetto prevederebbe una revisione del principio del “Do No Significant Harm” (DNSH), che finora ha rappresentato un pilastro per determinare la sostenibilità di un’attività economica. Con il nuovo pacchetto, questo principio viene indebolito, rendendo meno stringenti i criteri per valutare se un’attività ha impatti negativi su altri obiettivi ambientali.
Queste modifiche mirerebbero a rendere la Tassonomia UE più accessibile e meno onerosa per le aziende, riducendo le complessità legate alla rendicontazione. Le modifiche sono al momento sottoposte a consultazione pubblica aperta alle parti interessate fino al 26 marzo 2025.
In conclusione, le proposte legislative del Pacchetto Omnibus saranno ora sottoposte al Parlamento Europeo e al Consiglio per la loro valutazione e adozione. Le modifiche alla CSRD, CSDDD entreranno in vigore una volta che i co-legislatori avranno raggiunto un accordo sulle proposte e dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’UE. Questo processo potrebbe risultare piuttosto lungo, dato il necessario affinamento tecnico che le modifiche proposte richiedono, avendo proposto incisive cesoie e tagli normativi rispetto alle disposizioni attualmente in vigore. Successivamente, quanto varato verrà poi recepito dai sistemi giuridici dei diversi Paesi europei tramite Decreti Legislativi, applicando quanto stabilito dalla Commissione europea al proprio Ordinamento nazionale.
La bozza che modifica le normative attualmente in vigore ai sensi della Tassonomia sarà adottata dopo la consultazione pubblica e diventerà applicabile al termine del periodo di scrutinio da parte del Parlamento Europeo e del Consiglio.
Data l’urgenza della tematica e il lavoro che le imprese hanno già iniziato a svolgere circa un adeguamento ai sensi della normativa in vigore, la Commissione Europea ha invitato a trattare il pacchetto Omnibus come una priorità, in particolare per quanto riguarda la proposta di posticipare alcuni obblighi di divulgazione previsti dalla CSRD e la scadenza per il recepimento della CSDDD, poiché mirano a rispondere a preoccupazioni chiave sollevate dagli stakeholder. Attualmente in Italia, rispetto alla normativa prevista per le procedure e obblighi di rendicontazione di sostenibilità, rimane attualmente in vigore successivi emendamenti legislativi, il Decreto Legislativo n.125 del 6 settembre 2024.
Articolo redatto da Impronta Etica, Associazione senza scopo di lucro costituitasi nel 2001 per la promozione e lo sviluppo della sostenibilità e della responsabilità sociale d’impresa (RSI).
31 Marzo 2025




