Sfide, opportunità e leve strategiche per implementare la giusta transizione.

Con il termine giusta transizione si intende un processo orientato all’introduzione di piani, politiche ed investimenti green che coinvolgono l’intera società e in grado di creare un ambiente favorevole alla prosperità delle imprese sostenibili e alla creazione di opportunità di lavoro dignitose. Implementare una giusta transizione significa compiere una transizione sostenibile che non lasci indietro nessuno e che riduca al minimo le disuguaglianze possibili che da essa possano derivare.

Così CSR Europe, il network europeo nato nel 1996 con l’obiettivo di supportare imprese a raggiungere una crescita economica sostenibile di cui Impronta Etica è National Partner Organization, ha aperto la discussione del terzo incontro dei Soci Caffè organizzato da Impronta Etica. I Soci Caffè rappresentano un momento di confronto e dibattito aperto con le imprese socie e a giugno, durante l’ultimo incontro, si è discusso del tema della giusta transizione, mettendo in atto un diretto dialogo tra la voce dell’Europa e le organizzazioni del territorio.

L’Europa, infatti, sta ponendo ben chiari i pilastri che chiariscono il valore che l’aspetto sociale, rappresentato dalla S dei tre criteri ESG, ha nel perseguimento di una transizione ecologica, digitale e culturale, rappresentando non solo un amplificatore di quest’ultima, ma una vera e propria condizione necessaria alla loro realizzazione. In questo contesto, risulta oggi ancora più radicata la convinzione che una transizione ecologica volta al raggiungimento della net-zero non sia possibile senza ampie azioni di carattere sociale che vadano a ridurre le disuguaglianze che potrebbero derivarne. Oggi l’attuale situazione geopolitica ha mostrato l’esigenza di portare la giusta transizione oltre la discussione per il clima ed evidenziando il ruolo chiave che le imprese possono avere a questo scopo.

Le sfide che il mondo si è trovato ad affrontare negli ultimi anni e che ancora oggi minacciano profondamente i nostri sistemi hanno evidenziato il bisogno di porre la questione sociale e l’attenzione alle profonde disuguaglianze presenti al centro delle logiche e delle azioni delle imprese e dei governi, incorporandola in modo prioritario nelle strategie, nelle politiche e nell’allocazione dei capitali. Per farlo, l’Europa sottolinea la necessità di pianificare strategie e azioni concrete allineate alle esigenze dei diversi contesti, a livello nazionale, regionale e locale attuando un approccio multistakeholder che attivi partnership e collaborazioni ampie ed efficaci.

L’incontro è poi continuato con una discussione attiva tra le imprese socie presenti: CNS, Gruppo Hera, IGD SiiQ ed SCS Consulting. Ogni partecipante ha preso parte al confronto raccontando la propria esperienza e il proprio approccio alla giusta transizione nello specifico della natura del proprio business e portando alla luce sfide ed opportunità.

I punti emersi dal confronto tra le imprese sono:

  • La mancanza di chiarezza ed esaustività a livello normativo riguardo il tema. La spinta normativa risulta fondamentale per rendere attuabili e concrete le policy e le azioni volte a contrastare le disuguaglianze e a perseguire una transizione sostenibile ed inclusiva, ma l’attuale contesto normativo risulta piuttosto complesso per le imprese su cui ricade l’obbligo di attuazione.
  • Approcciarsi al tema della giusta transizione in modo olistico e integrato come elemento chiave per renderla davvero attuabile e impattante, non limitandosi a considerarla soltanto legata al tema ambientale, ma come leva strategica di sviluppo sostenibile.
  • L’importanza di un approccio tempestivo e anticipatorio rispetto a potenziali rischi ed effetti negativi del proprio operato sulle persone e sulla società, riuscendo così ad agire in modo preventivo con policy e misure che consentano di trasformarli in opportunità virtuose.
  • L’approccio anticipatorio sopra citato descrive l’importanza per un’impresa di effettuare una misurazione dei propri impatti che monitori l’effetto del proprio agire sui propri stakeholder permettendo così di pianificare la propria strategia aziendale e mitigando i potenziali rischi. Questo percorso verrà poi comunicato agli stakeholder tramite un processo di rendicontazione che divulgherà le informazioni raccolte, l’impegno e le azioni messe in atto dall’organizzazione.
  • Il valore di una governance ingaggiata e sensibile al tema all’interno dell’impresa che sappia diffondere una cultura relativa al tema, coinvolgendo tutti i dipartimenti dell’organizzazione e facendo permeare valori saldi e concreti.
  • La difficoltà presente nell’ingaggiare gli stakeholder molto diversi fra loro, soprattutto relativamente alla catena di fornitura, facendo permeare una cultura in merito al tema che porti ad un reale cambiamento nel loro agire.

Per concludere quindi, il tema della giusta transizione rappresenta un’urgenza e una priorità soprattutto in un contesto come quello attuale in continua evoluzione. Tra sfide, leve strategiche ed opportunità, sempre più imprese hanno colto questo aspetto cercando di rendere attuabili nel concreto azioni volte al contenimento delle disuguaglianze, muovendosi all’interno del framework normativo dell’Unione Europea e portando avanti una transizione che non dimentichi nessuno, basata sull’inclusione.

A cura di Impronta Etica*
*Impronta Etica è un’Associazione senza scopo di lucro costituitasi nel 2001 per la promozione e lo sviluppo della sostenibilità e della responsabilità sociale d’impresa (RSI).

Home/Newsletter/Newsletter 2022 – n° 06/IMPRONTA ETICA: Giusta transizione: CSR Europe dialoga con le imprese socie di Impronta Etica