Come implementare in maniera efficace un processo che abiliti la strategia

L’analisi di materialità è un processo strategico utilizzato dalle imprese per identificare e valutare i temi ambientali, sociali e di governance (ESG) più rilevanti per il proprio business e per i propri stakeholder. Lo scopo principale è determinare quali questioni abbiano un impatto significativo sulle performance economiche, operative e reputazionali dell’azienda, nonché sugli stakeholder e sull’ambiente. L’analisi di materialità è un processo fondamentale per chi si occupa di sostenibilità, permettendo alle aziende di concentrarsi su azioni concrete, migliorare la trasparenza e costruire strategie sostenibili orientate al lungo termine.

Il concetto di materialità non è però un concetto statico, ha infatti subito una profonda evoluzione con l’introduzione di nuove normative, come la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) promossa dall’Unione Europea. Con la recente entrata in vigore della CSRD e l’adozione di nuovi Standard a livello europeo come quelli definiti dall’EFRAG (European Financial Reporting Advisory Group), il concetto si è evoluto nella dimensione della doppia materialità. Questo nuovo approccio impone alle imprese di considerare non solo come le questioni ESG influenzano il valore aziendale (materialità finanziaria), ma anche come le attività dell’azienda generano impatti significativi sull’ambiente e sulla società (materialità d’impatto). La doppia materialità riconosce, quindi, l’interdipendenza tra performance economica e sostenibilità, spingendo le aziende a una visione più ampia e responsabile.

Questo cambiamento non è solo concettuale ma pratico: le imprese devono ora misurare, documentare e comunicare in modo più trasparente i loro impatti bilaterali. La nuova direttiva obbliga, infatti, a una rendicontazione più completa e integrata, in cui il ruolo degli stakeholder e l’urgenza delle sfide globali (come il cambiamento climatico e le disuguaglianze sociali) diventano centrali. In questo modo, la materialità si trasforma in uno strumento fondamentale per supportare decisioni strategiche e costruire un modello di business sostenibile e resiliente nel lungo termine.

Nonostante i progressi normativi, restano diverse questioni aperte che richiedono chiarezza e soluzioni condivise. Sebbene, infatti, la normativa fornisca linee guida di alto livello come ad esempio la Linea Guida EFRAG IG1 sulla doppia materialità pubblicata nel 2024, manca un approccio univoco e dettagliato portando le aziende a dover definire autonomamente criteri e processi, con un ampio margine di discrezionalità. Siamo in una fase in cui la tecnica di implementazione è ancora in evoluzione.

Ma quali sono le principali questioni che ad oggi rimangono aperte?

  1. Le dimensioni temporali della valutazione: viene richiesto alle imprese di considerare in maniera simultanea diverse dimensioni temporali: il breve, medio e lungo periodo. Tuttavia, non esistono ancora metodologie chiare per applicare una valutazione che riesca a integrare efficacemente tutte queste prospettive.
  2. La catena del valore e i partner commerciali: affrontare gli impatti lungo la catena del valore è una delle sfide più complesse. La normativa richiede di analizzare le relazioni con i partner commerciali, diretti e indiretti, ma non stabilisce con precisione fino a quale livello spingersi né quali strumenti utilizzare per farlo. Questa incertezza lascia spazio a interpretazioni soggettive, complicando la definizione dei confini dell’analisi.
  3. Il coinvolgimento degli stakeholder: gli stakeholder coinvolti sono sempre più numerosi e diversificati, includendo anche quelli “silenti” e meno espliciti come le future generazioni o l’ambiente stesso. Tuttavia, mancano strumenti e criteri chiari per identificare chi sono gli stakeholder rilevanti e quale debba essere il livello di rappresentatività.
  4. Impatti attuali e potenziali: le linee guida non forniscono indicazioni disciplinari chiare su come identificare e misurare tali impatti, lasciando le aziende senza una metodologia condivisa.
  5. Valutazione dell’impatto finanziario: la determinazione della rilevanza di un rischio finanziario è un processo ancora da costruire. È necessario definire soglie condivise con gli stakeholder e sviluppare indicatori specifici, ma ad oggi manca un sistema standardizzato di unità di misura. Senza strumenti di quantificazione finanziaria univoci, la valutazione dell’impatto resta frammentata e difficilmente comparabile tra diverse organizzazioni.
  6. La revisione continua della doppia materialità: la doppia materialità richiede una revisione costante, almeno annuale, per garantire che eventuali cambiamenti nel contesto esterno o interno siano riflessi nel processo di valutazione. È però bene sottolineare che la matrice dovrebbe essere aggiornata a fronte di eventi esterni rilevanti che possono incidere profondamente nel business, a prescindere da quando questi avvengono.

In conclusione, la capacità di rispondere a queste criticità sarà cruciale per trasformare la doppia materialità in un processo realmente efficace e integrato nelle strategie aziendali. Solo cogliendo gli elementi di trasformazione e innovazione derivanti dalle sfide sopra identificate, sarà possibile supportare un processo di implementazione in grado di essere una leva e strumento strategico fondamentale per supportare la pianificazione e la definizione della strategia aziendale. In questo modo, la materialità diventa non solo uno strumento di conformità, ma un elemento essenziale per anticipare i cambiamenti, rafforzare la resilienza aziendale e orientare la strategia verso obiettivi di sostenibilità, competitività e innovazione.

Articolo redatto da Impronta Etica, Associazione senza scopo di lucro costituitasi nel 2001
per la promozione e lo sviluppo della sostenibilità e della responsabilità sociale d’impresa (RSI).

20 Dicembre 2024

Condividi sui social