LA STORIA DI PEPPINO IMPASTATO PROTAGONISTA DEL SECONDO PRANZO COOPERATIVO DEL CNS

SECONDO PRANZO COOPERATIVO PER IL CNS, SECONDA GIORNATA DI RACCONTO E CONDIVISIONE.

Un momento intenso, appassionato, dedicato a Peppino Impastato, giovane giornalista e attivista italiano ucciso il 9 maggio del 1978 dalla mafia.

La forza, il coraggio, l’impegno di Peppino Impastato vissuti attraverso il racconto di un libro “La voce di Impastato” scritto da Ivan Vadori con le suggestive fotografie di Elia Falaschi.

Un progetto editoriale completo quello di Vadori e Falaschi che parte da un documentario e arriva fino a una mostra fotografica, 6 anni di interviste ad alcuni tra i principali protagonisti dell’antimafia italiana e una pre/post-fazione scritta Giovanni e Luisa Impastato.

“Dobbiamo esser grati all’attivista Peppino Impastato – afferma Vadori – perché egli per primo ha compreso lo stretto legame tra politica e mafia. A 40 anni dalla sua morte il suo giornalismo d’inchiesta è ancora un metodo valido ed efficace per chi come me si occupa di mafia; lo dimostrano i passaggi del libro “La Voce di Impastato” dove si racconta di Mafia Capitale, Mose, La mala del Brenta.”

La mafia si alimenta anche con l’oblio, con i troppi ” Non sento, non vedo, non parlo”.

“La terza parte del libro-racconta Falaschi- si chiama ‘Vedo, sento, parlo, sono: i 18 protagonisti si sono lasciati fotografare attraverso la simbologia delle tre scimmiette sagge, contrapposte ad un’immagine di quello che realmente sono.”

“Bisognerebbe portare nel nostro quotidiano un po’ di questi personaggi della storia facendo lavoro di squadra”, queste le parole conclusive di una giornata ricca di spunti, appassionata, che ha visto una grande partecipazione emotiva dei dipendenti.

30 maggio 2018|