LE INTERVISTE DEL CNS: GUIDO ROMANO – RESPONSABILE UFFICIO STUDI CERVED

INNOVAZIONE, INDUSTRIA 4.0, ANALISI DEI MERCATI

Sulla base dello studio che avete fatto nell’ambito dell’osservatorio PMI 2017, come si posizionano le imprese dei servizi in termini di propensione all’innovazione e investimenti per adeguarsi al paradigma emergente di industria 4.0?

In base ai dati che abbiamo elaborato, sono ancora troppo poche le imprese dei servizi –così come quelle degli altri settori – che hanno investito in modo massiccio in innovazione. Quelle che lo hanno fatto hanno però tratto importanti benefici in termini di crescita, redditività e posizionamento sul mercato.

Nei prossimi mesi, Industria 4.0 può rappresentare una grande opportunità per le imprese che operano nei servizi, in particolare per quelle più innovative. Nella fabbrica 4.0 i macchinari industriali sono infatti interconnessi e c’è un ampio utilizzo di dati e strumenti predittivi avanzati, che consente di processare continuamente i big data, al fine di ottimizzare la produzione. In altre parole, è destinata a crescere in modo rilevante la componente di servizi innovativi incorporata nella produzione dei prodotti manifatturieri, con opportunità importanti per le società del terziario che operano in questi campi.

Le aziende che offrono servizi innovativi devono accompagnare le imprese industriali in questo processo di trasformazione. In alcuni casi, mi riferisco a imprese IT più strutturate, il ruolo può essere ancora più importante e strategico, di guida verso il cambiamento.

Quali sono le principali opportunità e i principali rischi che intravedete in termini occupazionali in questi settori?

In generale, senza investimenti in innovazione il nostro Paese è destinato a perdere produzioni a maggiore valore aggiunto, con un lento declino che ha conseguenze negative su livelli occupazionali e retributivi.

D’altra parte, un sistema che investe in innovazione è soggetto a un maggior turnover dei lavoratori: la nostra ricerca, che incrocia i dati di bilancio di 316 mila società con i percorsi di carriera di più di 8 milioni di lavoratori, indica che chi lavora in imprese innovative è più precario, ma ritrova più facilmente un impiego e ha incrementi retributivi più consistenti. È quindi decisivo un sistema di tutela dei lavoratori che permetta la transizione tra imprese nell’arco della carriera per contenere i costi sociali che nel breve periodo possono manifestarsi.

Per il secondo anno Cerved ha presentato l’Osservatorio su Open innovation e corporate venture capital: cosa si sta muovendo in Italia nel mondo degli investimenti dedicati alle start up innovative? E come si posizionano le imprese di servizi in questo contesto?

I nostri dati evidenziano che un numero sempre maggiore di imprese investe in startup innovative: poco meno di 7 mila società sono nel capitale di startup innovative, con una crescita del 31% su base annua. In un sistema come il nostro in cui il venture capital è praticamente assente, sembra che le imprese stiano giocando un ruolo importante per promuovere l’innovazione, investendo nel capitale di startup per aumentare più rapidamente il proprio tasso di innovazione. In questo contesto, le imprese dei servizi giocano un ruolo importante sia come innovation hub, cioè come investitori, sia come target di altre imprese.

Cosa emerge dall’analisi dei bilanci 2016? Quali sono i principali elementi di debolezza per le imprese di servizi e quali i punti di forza?

Prevediamo per i servizi una crescita in linea con quella del resto delle imprese nel prossimo biennio, a tassi del 2,9% all’anno. È una tendenza positiva, ma ancora non sufficiente per recuperare i livelli pre-crisi. L’aspetto positivo è che oggi le imprese che operano nei servizi risultano molto più solide di come erano qualche anno fa e più di quelle che operano in altri settori. È in parte il risultato di un effetto selezione, che ha portato all’uscita in massa dal mercato delle imprese più fragili, in parte di un processo di deleveraging che rende oggi le imprese dei servizi patrimonialmente più solide. Molte di queste società hanno la struttura finanziaria adatta per affrontare investimenti anche consistenti: gli incentivi a Industria 4.0, se abbinati a idee di business e progetti vincenti, possono promuovere investimenti e innovazione e spingere la crescita delle imprese del terziario.

Per informazioni sui servizi di studio e marketing messi a disposizione da Cerved per i soci CNS è possibile prendere contatto con: Responsabile Ufficio Sviluppo Cooperativo CNS, Francesca Zarri (f.zarri@cnsbologna.itsviluppocooperativo@cnsbologna.it).

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