I principali punti del Quinto Rapporto sull’Economia Circolare in Italia.

L’economia circolare rappresenta un approccio innovativo e virtuoso che mira a trasformare radicalmente il modo in cui produciamo, consumiamo e gestiamo le risorse. Sostituendo il tradizionale modello di economia lineare, basato sulla produzione, l’utilizzo e lo smaltimento; l’economia circolare si concentra sull’idea di creare un ciclo continuo in cui i prodotti, i materiali e le risorse mantengono il loro valore il più a lungo possibile venendo rigenerati.
In questo modello, si estende il ciclo di vita dei prodotti, contribuendo a ridurre la produzione di rifiuti al minimo. Una volta che il prodotto ha terminato la sua funzione, infatti, i materiali di cui è composto vengono reintrodotti, laddove possibile con il riciclo. Questo comporta un continuo riutilizzo all’interno del ciclo produttivo generando ulteriore valore anche dal ciò che sarebbe diventato scarto nel più tradizionale modello di economia lineare.
Per le imprese, l’implementazione di un modello di economia circolare rappresenta una grande opportunità che comporta diversi vantaggi, tra cui:
L’ottimizzazione delle risorse, riducendo la dipendenza dalle materie prime vergini e recuperando i materiali e i prodotti già esistenti, riducendo così i costi di approvvigionamento e minimizzando l’impatto ambientale legato all’estrazione e alla produzione di nuove risorse.
La promozione dell’innovazione e la creazione di nuovi modelli di business. Le imprese possono adottare strategie di progettazione ecocompatibile, mirando a creare prodotti che siano facili da riparare, riutilizzare o riciclare. Ciò stimola l’innovazione tecnologica e l’adozione di soluzioni sostenibili.
La riduzione dei rischi legati alla volatilità dei prezzi delle materie prime e alle fluttuazioni dei mercati globali. Le imprese che adottano modelli circolari sono meno soggette alle oscillazioni dei prezzi delle risorse, in quanto sono meno dipendenti dai mercati tradizionali. Questo può contribuire a una maggiore stabilità finanziaria e a una migliore gestione del rischio per le imprese.
La minor produzione di rifiuti generati ed il ridotto costo derivante da un loro smaltimento e dalla loro relativa gestione.
L’economia circolare è quindi un’importante leva di sviluppo per le imprese che combina un minor impatto ambientale con numerosi vantaggi strategici. A validazione di ciò, anche l’Unione Europa ha posto l’economia circolare tra i suoi principali obiettivi in ottica di raggiungimento della neutralità climatica. Nel quadro del Green Deal europeo, infatti, la Commissione di Ursula von der Leyen ha pubblicato nel 2020 il Piano d’azione per l’economia circolare che punta ad ottenere prodotti più sostenibili, una riduzione dei rifiuti e l’istituzione di un virtuoso sistema di ricondizionamento e riuso dei materiali.
Nel contesto italiano, ogni anno il Circular Economy Network, in collaborazione con Enea, pubblica un Report in cui si delinea un quadro chiaro sull’economia circolare nel nostro Paese, tra progressi e numerosi ambiti di miglioramento.
L’edizione 2023 del Rapporto sull’Economia Circolare in Italia evidenzia come la performance mondiale dell’economia circolare sia purtroppo non soddisfacente. Viene documentato, infatti, che nel 2023 solo il 7,2% dell’economia globale è considerabile circolare, dato in diminuzione rispetto al 9,1% registrato cinque anni prima. In questo contesto globale, un aspetto positivo è rappresentato dalla posizione dell’Italia, che si conferma comunque leader di circolarità tra le principali cinque economie europee, seguita da Spagna, Francia, Germania e Polonia.
Nonostante questo positivo posizionamento e i risultati raggiuti, nel nostro paese c’è ancora molto da fare per raggiungere una piena affermazione ed integrazione del modello di economia circolare, ad un livello strutturato e diffuso.
L’Italia ancora fatica, infatti, a dotarsi di una normativa sufficientemente chiara e stringente, che possa avviare i necessari processi capaci di generare una crescita di modelli circolari. Il Report indica inoltre come fattore fondamentale anche i comportamenti e le scelte di acquisto dei consumatori, che appaiono ancora poco sensibilizzati ed educati al tema, soprattutto nelle fasce di età più alte. In questo contesto, il Circular Economy Network fornisce alcuni suggerimenti al fine di promuovere modelli circolari di consumo ed incrementare la consapevolezza, tra cui:
Definire un programma nazionale di educazione e comunicazione sui modelli circolari di consumo consapevole.
Adottare norme che stabiliscano i contenuti di una corretta ed efficace comunicazione ed etichettatura sulle caratteristiche di circolarità dei prodotti, limitando i rischi e i danni di pubblicità ingannevoli.
Migliorare la normativa sulle garanzie per la durata e la riparabilità dei prodotti.
Promuovere con misure fiscali e con incentivi economici, oltre che con una riforma della normativa, le attività di sharing, di leasing e di noleggio.
In conclusione, l’economia circolare rappresenta un aspetto fondamentale per le imprese, in quanto riduce gli sprechi, massimizza l’utilizzo delle risorse e promuove la riparazione, il riuso e il riciclo dei prodotti. Questo approccio offre numerosi vantaggi strategici, come la ridurre di costi operativi e l’aumentare l’efficienza aziendale. Pertanto, è di fondamentale importanza superare gli ostacoli e le resistenze ancora presenti nel nostro Paese, cercando le leve che favoriscano la sua adozione completa. L’economia circolare non rappresenta soltanto una scelta responsabile, ma anche una leva strategica e competitiva in grado di creare valore a lungo termine e minimizzare i rischi e le loro conseguenze.

A cura di Impronta Etica*
*Impronta Etica è un’Associazione senza scopo di lucro costituitasi nel 2001 per la promozione e lo sviluppo della sostenibilità e della responsabilità sociale d’impresa

27 Giugno 2023

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