La ricerca di Impronta Etica svolta in collaborazione con Sustainability Makers.

Sostenibilità e innovazione. Due concetti che portano con sé un mondo fatto di temi complessi, grandi opportunità, importanti sfide, progresso e scenari in divenire. Due idee che si incontrano e si legano, oggi più che mai, nella realtà imprenditoriale attuale, generando nuovi paradigmi ed aprendo a nuovi dialoghi in cui le dimensioni della sostenibilità e dell’innovazione diventano facce della stessa medaglia.

La sostenibilità, infatti, emerge come un fattore sempre più cruciale e strategico per le imprese, che giocano un ruolo attivo nella riduzione dell’impatto ambientale e nel favorire un impatto positivo sulla comunità. La sostenibilità rappresenta un pilastro fondamentale per approcciare una trasformazione profonda e virtuosa della struttura aziendale, orientandola verso uno sviluppo sostenibile che promuova prosperità ed equità. Parallelamente, le imprese sono spinte verso l‘innovazione dei loro prodotti e processi, utilizzando metodologie e soluzioni all’avanguardia.

In questo scenario, sostenibilità e innovazione si intrecciano e si integrano sinergicamente dando vita alconcetto di innovazione sostenibile, che considera l’innovazione come un mezzo per sviluppare soluzioni innovative capaci di affrontare sfide globali e locali riguardanti l’ambiente e la società.

Quali sono le condizioni organizzative e i processi che favoriscono questa innovazione sostenibile all’interno di un’azienda? Impronta Etica in collaborazione con Sustainability Makers ha cercato di rispondere a questa domanda pubblicando una ricerca dal titolo “Sostenibilità e innovazione: dalla visione all’azione”, presentata ufficialmente in un evento pubblico lo scorso 27 marzo a Bologna.

Numerosi e significativi i risultati emersi, che riportano un panorama aziendale odierno ricco di contraddizioni,tra importanti segni di progresso e prospettive di lungo periodo, e zone d’ombra su cui è necessario concentrare maggiormente i propri sforzi e investimenti. Tre gli elementi chiave principali emersi:

  • La cruciale importanza di condividere una visione comune tra le persone all’interno dell’organizzazione
  • L’abilità di sbloccare e valorizzare le idee provenienti dall’interno e dall’esterno
  • La capacità di ricombinare competenze e risorse in modi nuovi ed efficaci.

Il quadro dipinto dai dati individuati presenta luci e ombre. In primo luogo, la maggior parte delle aziende ha adottato obiettivi di sostenibilità ambientale e sociale chiari e sfidanti (83,7%), spesso ambiziosi. Tuttavia, soltanto la metà ha fatto il passo successivo, integrando tali obiettivi negli schemi di remunerazione aziendale (53,3%).

La maggior parte delle aziende, inoltre, ha formato proattivamente dei gruppi di lavoro inter-funzionali (83,7%) e stabilito partnership con enti esterni (70,7%): scelte strategiche che hanno permesso di combinare competenze e prospettive diverse, formando sinergie virtuose e aprendo a nuove strade percorribili. Emerge un limite significativo: soltanto la metà delle aziende ha destinato un budget specifico ai progetti di innovazione sostenibile (53,3%).

I risultati della ricerca mostrano che l’identificazione di nuove idee attraverso la collaborazione con start-up è una pratica diffusa in quasi 3 imprese su 4 (72,8%): un metodo efficace per trasferire creatività nei processi aziendali. Tuttavia, queste collaborazioni emergono ancora come occasionali e sporadiche e non come parte integrante di una strategia aziendale ben precisa.

La ricerca prosegue identificando alcuni elementi fondamentali che fungono da acceleratori per il processo di innovazione sostenibile. Oltre alla creazione di un hub di innovazione e l’adozione di una cultura aziendale che facilita la delega decisionale, risulta come elemento chiave il riconoscimento e la valorizzazione del ruolo del manager della sostenibilità, una figura che risulta un vero e proprio catalizzatore del cambiamento, indispensabile per consentire l’accelerazione dei processi trasformativi dell’impresa.

Il ruolo del manager della sostenibilità è sempre più rilevante nel contesto attuale e la ricerca ha confermato che tale figura viene percepita come un promotore (34,8%), ma anche un facilitatore (33,7%) e, in misura leggermente inferiore, un regista tecnico (29,3%). Una varietà che riflette la necessità per il manager della sostenibilità di possedere notevoli flessibilità e capacità di adattamento alle specifiche esigenze e sfide dell’azienda in cui si trova a operare.

Per concludere, questi requisiti richiesti alla figura del manager della sostenibilità sono specchio dell’attuale percezione e approccio al tema dell’innovazione sostenibile, ben delineato e dipinto dalla ricerca. Un tema in divenire, in evoluzione, che acquista ogni giorno sempre più importanza strategica per le organizzazioni e che richiede quindi nuove capacità di comprensione, nuovi modelli di pensiero e la strutturazione di nuovi paradigmi strategici che vi facciano perno.

La ricerca completa è consultabile al seguente link.

A cura di Impronta Etica*

*Impronta Etica è un’Associazione senza scopo di lucro costituitasi nel 2001
per la promozione e lo sviluppo della sostenibilità e della responsabilità sociale d’impresa

29 Aprile 2024

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