Il Rapporto ASviS 2023

Ogni anno, l’Alleanza italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) redige e pubblica il Rapporto “L’Italia e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, realizzato grazie al contributo di numerosissimi esperti ed esperte appartenenti dalle oltre 270 organizzazioni aderenti ad ASviS. Il Rapporto analizza lo stato di avanzamento del nostro Paese rispetto all’attuazione dei 17 Obiettivi dell’Agenda 2030, sottoscritta dai Governi di 193 Paesi dell’Onu nel 2015 per garantire un presente e un futuro migliore al nostro Pianeta e alle persone che lo abitano.

Il Rapporto 2023 è stato presentato a Roma lo scorso 19 ottobre, a sette anni dalla scadenza dell’Agenda 2030 e, oltre a fornire aggiornamenti sull’impegno della comunità internazionale per l’attuazione dell’Agenda, si focalizza sul contesto nazionale, articolandosi su due aspetti:

  • un’analisi sullo stato di avanzamento del nostro Paese sia a livello macro per l’implementazione dell’Agenda 2030 nel suo complesso, sia a livello micro con un’analisi approfondita per ogni singolo Goal;
  • un quadro organico di raccomandazioni di policy, da sottoporre ai vertici di governo, per segnalare gli ambiti di intervento rispetto al raggiungimento di una sostenibilità economica, sociale e ambientale del nostro modello di sviluppo.

Nel contesto internazionale, l'ONU ha rilevato nel report “The Sustainable Development Goals Report 2023 che solo nel 12% dei paesi valutati si è sulla buona strada per raggiungere gli obiettivi stabiliti dall'Agenda 2030. Più della metà, invece, nonostante qualche progresso, sono “moderatamente o gravemente fuori strada” e circa il 30% non ha registrato alcun avanzamento o si trova oggi in una condizione peggiore di quella del 2015. A livello dell’Unione Europea, gli indicatori dell’ASviS mostrano che dal 2010 si sono verificati progressi per gran parte degli Obiettivi, ma in molti casi si tratta di miglioramenti contenuti e ancora insufficienti per centrare i target dell’Agenda 2030 entro la sua scadenza.

Rispetto ad un primo sguardo di insieme sulla situazione italiana, il documento mostra chiaramente che il nostro Paese non ha imboccato in modo convinto e concreto la strada dello sviluppo sostenibile e non ha adottato una visione capillare d’insieme delle diverse politiche pubbliche per la sostenibilità. Alla luce della complessità degli ultimi anni e dei fatti che li hanno caratterizzati, sono stati fatti alcuni passi avanti, ma viene evidenziata la mancanza di un impegno chiaro, deciso, corale e coerente da parte della società nel suo insieme, delle imprese e delle forze politiche. Questa tendenza ha condotto l’Italia verso una situazione di sviluppo non più sostenibile, lontana dagli obiettivi indicati dall’Agenda 2030.

Più nello specifico, gli indicatori elaborati dall’ASviS per l’Italia mostrano peggioramenti rispetto al 2010 per i seguenti nove Goals: per la povertà (Goal 1), i sistemi idrici e sociosanitari (Goal 6), la qualità degli ecosistemi terrestri e marini (Goal 14 e 15), la governance (Goal 16) e la partnership (Goal 17), una sostanziale stabilità per gli aspetti legati al cibo (Goal 2), alle disuguaglianze (Goal 10) e alle città sostenibili (Goal 11). Si registra per gli altri otto Goal miglioramenti inferiori al 10% in 12 anni, eccetto che per la salute (Goal 3) e l’economia circolare (Goal 12), per i quali l’aumento è leggermente superiore.

Nonostante il principio chiave dell’Agenda 2030 sia “non lasciare nessuno indietro”, si registra all’interno dell’Italia un forte peggioramento delle disuguaglianze territoriali.

Per invertire la rotta e colmare le attuali lacune, l’ASviS propone a conclusione del documento 13 linee di intervento trasversali ed intersezionali, prioritarie e determinanti per consentire all’Italia di fare un balzo in avanti verso l’attuazione dell’Agenda 2030. A partire da una cura rispetto al tema al sociale volta all’integrazione e alla realizzazione di un tessuto equo e inclusivo che si occupi in modo eguale di donne, giovani, immigrati; al rinnovamento dei nostri sistemi produttivi in ottica di concretizzazione di una efficace transizione ecologica determinata dallo sviluppo tecnologico e un rafforzamento del nostro ordinamento giudiziario come contrasto alla criminalità, alla corruzione sistemica e capace di una proliferazione normativa recettiva ed efficace.

In conclusione, rispetto a questo quadro complesso e segnato da molteplici ombre, non deve corrispondere un sentimento di sconforto e arrendevolezza. Al contrario, proprio davanti a queste difficoltà e al vulnerabile quadro di sistema in cui le nostre società si sono trovate immerse negli ultimi anni, è fondamentale trovare la motivazione e la ragione profonda per fare degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile una bussola che guidi le nostre politiche verso un futuro prospero, equo e giusto. Solo agendo insieme in modo unito e realmente ingaggiato rispetto allo scopo ultimo, sarà possibile generare quella svolta concreta che consenta di agire in modo attivo e virtuoso per il futuro del nostro pianeta e della comunità.

A cura di Impronta Etica*

*Impronta Etica è un’Associazione senza scopo di lucro costituitasi nel 2001
per la promozione e lo sviluppo della sostenibilità e della responsabilità sociale d’impresa