Sostenibilità e Innovazione come driver strategici della crescita responsabile.
Si rinnova la collaborazione sinergica tra Impronta Etica e il Corso di Laurea Magistrale in Management dell’Economia Sociale dell’Università di Bologna, formalizzata nel seminario dal titolo “Sostenibilità e innovazione in azienda: i driver della crescita responsabile”.
L’incontro, svoltosi sia in presenza presso il Teaching Hub – Campus di Forlì sia in modalità streaming, ha configurato un autorevole hub di confronto sulle interdipendenze strategiche tra sostenibilità di impresa e processi di innovazione aziendale, intesi come asset complementari e mutuamente abilitanti. Nel panorama competitivo contemporaneo, la sostenibilità ha superato la dimensione di mera compliance o esternalità per integrarsi nel cuore della pianificazione strategica e sistemica dell’impresa, ponendosi come precondizione per la resilienza e la competitività di medio-lungo periodo. La convergenza di questi due vettori genera un binomio sinergico in cui ciascun fattore accelera gli effetti virtuosi dell’altro, consolidando la solidità prospettica delle organizzazioni lungimiranti. In sintesi, sostenibilità e innovazione non operano su direttrici parallele, ma si configurano come un unico motore capace di ridefinire i parametri della competitività nel mercato globale, e il seminario ha offerto una piattaforma di analisi avanzata su tale mutamento di paradigma.
I lavori sono stati aperti dall’introduzione della Prof.ssa Daniela Bolzani, del Dipartimento di Scienze Aziendali dell’Università di Bologna, la quale ha delineato l’agenda della sessione. Il framework scientifico e teorico è stato successivamente tracciato dal Professor Matteo Mura, Professore Ordinario presso il medesimo Dipartimento e Direttore del Center for Sustainability and Climate Change di Bologna Business School, il quale, tramite la relazione intitolata “Ridisegnare i confini: sostenibilità e innovazione nelle catene del valore”, ha esposto una disamina tecnica sulla riconfigurazione dei modelli di business e sulla scomposizione e ristrutturazione delle filiere produttive globali.
Il focus si è poi spostato sulle dinamiche organizzative interne con l’intervento di Impronta Etica, dal titolo “Il binomio tra innovazione e sostenibilità: abilitare il cambiamento”, volto a dimostrare come l’innovazione agisca da driver operativo per l’implementazione delle istanze ESG. In un ecosistema macroeconomico caratterizzato da elevata volatilità, l’assenza di investimenti in innovazione espone le organizzazioni a fenomeni di inefficienza marginale e obsolescenza, mentre il mancato presidio dei fattori di sostenibilità ne compromette progressivamente l’attrattività nei confronti dei mercati finanziari e dei consumatori. Tale interdipendenza genera un circolo virtuoso in cui l’adozione di nuove tecnologie e modelli organizzativi avanzati ottimizza il dispiego delle risorse, mitiga gli sprechi e genera esternalità positive sul territorio, preservando la solidità finanziaria e la sostenibilità del business model. Sono stati quindi mappati i macro-trend del settore, offrendo una mappatura degli elementi cardine per lo sviluppo di innovazioni sociali e ambientali e analizzando le relative sfide, opportunità e leve strategiche applicabili.
Il valore aggiunto dell’evento è risieduto nel superamento della visione teorica attraverso la spiegazione empirica di casi di studio reali. La tavola rotonda, moderata da Impronta Etica, ha visto il coinvolgimento di Camst Group, rappresentata dall’Innovation Manager Gianluca Cristallo, e di Emil Banca, rappresentata da Lorenzo Sartori, Responsabile Area Innovazione & Sostenibilità. Entrambe le realtà, associate a Impronta Etica, hanno illustrato la traduzione operativa dei principi della crescita responsabile in flussi di lavoro strutturati e progetti tangibili. Il confronto diretto ha permesso di analizzare le criticità applicative, i fattori critici di successo e i framework metodologici adottati da due modelli di business profondamente diversificati per convertire gli obiettivi strategici in processi operativi efficaci. Per Camst Group, la tematica si inserisce nel raggio del Sustainable Supply Chain Management e dell’innovazione dei processi produttivi agroalimentari, comparto in cui la tecnologia minimizza l’impronta ambientale garantendo al contempo gli standard qualitativi. Per Emil Banca, la sfida si colloca sul piano della finanza etica e dell’allocazione del capitale a supporto dell’economia reale, evidenziando come l’integrazione dei criteri ESG nei processi di credit risk assessment e di valutazione del merito creditizio possa stimolare uno sviluppo socio-economico armonico del territorio.
L’incontro ha rappresentato un momento fondamentale di scambio e dialogo tra l’istituzione accademica e il tessuto imprenditoriale, offrendo evidenze empiriche a studenti e studentesse, professionisti/e e stakeholder interessati ai modelli di governance dell’impresa del futuro. La partecipazione al seminario ha infatti fornito una prospettiva approfondita e avanzata sul tema, confermando che la creazione di valore d’impresa che sia duraturo e capace di generare valore per tutti, sia perseguibile esclusivamente attraverso l’unione strategica tra attitudine innovativa e responsabilità sociale.
Maggiori informazioni sono disponibili al seguente link.
Articolo redatto da Impronta Etica, Associazione senza scopo di lucro costituitasi nel 2001 per la promozione e lo sviluppo della sostenibilità e della responsabilità sociale d’impresa (RSI).
29 Maggio 2026




