Integrare la prospettiva delle generazioni future nelle decisioni dell’UE.
Il 4 marzo 2026, la Commissione europea ha adottato la sua prima Strategia sull’equità intergenerazionale, con l’obiettivo di rafforzare la prospettiva di lungo periodo nelle politiche dell’Unione europea e garantire che le decisioni attuali tengano conto degli effetti sulle generazioni future. Essa si configura infatti come un vero e proprio impegno politico a rendere il pensiero intergenerazionale un principio fondamentale in tutte le politiche dell’Unione europea.
La nascita della Strategia affonda le sue radici nel Vertice sul futuro delle Nazioni Unite del 2024, un momento cruciale in cui l’Unione europea e i suoi Stati membri hanno sottoscritto il Patto per il futuro e la Dichiarazione sulle generazioni future. Questi due pilastri, sia politici che programmatici, segnano il passaggio formale e definitivo da una visione politica basata sul breve termine ad una governance orientata alla responsabilità a lungo termine, ponendo l’inclusione e il benessere delle generazioni future come obiettivo primario. Per l’Unione Europea e gli Stati membri, questi documenti hanno rappresentato il catalizzatore normativo ed etico per ridefinire le basi del “contratto sociale”.
In questo framework si inserisce nel 2026la Strategia sull’equità intergenerazionale, che fornisce la bussola per guidare l’Europa nel prossimo futuro attraverso una sempre maggiore integrazione del principio di governance della responsabilità a lungo termine, conferendo nel contempo maggiore importanza alle opinioni e alle preoccupazioni dei giovani. La Strategia è il risultato del coinvolgimento diretto dei giovani: sono stati organizzati dei panel europei che hanno valorizzato il ruolo e la partecipazione dei giovani (150 cittadini estratti a sorte, provenienti da tutti i 27 Stati membri), i cui dati raccolti verranno utilizzati per programmare politiche mirate.
Da questi confronti è emerso come l’equilibrio tra le diverse generazioni sia oggi profondamente influenzato da quattro grandi macro-tendenze globali, che richiedono risposte sistemiche e lungimiranti. Il primo grande motore del cambiamento è la digitalizzazione e l’innovazione tecnologica in quanto l’IA sta trasformando significativamente il mercato del lavoro e quello dell’informazione. I partecipanti ai panel hanno segnalato un rischio democratico preciso: l’AI potrebbe sostituire i social network come principale fonte di informazione, aprendo spazi a fake news e manipolazione. Accanto a questa rivoluzione tecnologica, la pressante crisi climatica e ambientale impone scelte ad oggi non più rimandabili le nostre attuali decisioni sulla tutela della natura e del clima non sono affatto neutre, ma determineranno l’ammontare dei costi economici, sanitari e di sicurezza che peseranno interamente sulle generazioni future, definendo i margini della resilienza e della sicurezza energetica di domani.
Allo stesso tempo, lo scenario sociale è scosso da una complessa transizione demografica e dai flussi migratori. Il costante invecchiamento della popolazione e l’allungamento della vita media stanno stravolendo il tessuto socioeconomico, innalzando nuove barriere per i giovani che cercano di accedere alla casa, al lavoro e a una stabilità finanziaria, e minando la tenuta nel lungo periodo dei sistemi sanitari e assistenziali. Infine, l’intersezione di queste dinamiche si riflette nell’evoluzione del mercato del lavoro. La natura stessa dell’occupazione sta mutando, ridefinendo i modelli di carriera tradizionali e le strutture delle organizzazioni. Se da un lato ciò offre flessibilità, dall’altro espone le fasce più giovani della popolazione a percorsi professionali frammentati, meno lineari e caratterizzati da una forte incertezza; un cambiamento che, se non governato attraverso politiche inclusive, rischia di ampliare drammaticamente il divario e le disuguaglianze sociali.
Per agire in questo contesto in ottica di equità tra generazioni, la Commissione europea introduce con la sua Strategia un Nuovo Contratto Intergenerazionale, strutturato attorno a tre pilastri principali e sostenuto da un insieme di strumenti e iniziative concrete:
- Elaborazione equa delle politiche (Youth Check): questo pilastro riguarda il cambiamento della modalità in cui vengono prese le decisioni, basato su una governance anticipatoria e basata su dati concreti e utilizzando la previsione strategica, le valutazioni d’impatto e la partecipazione autentica di coloro che sono maggiormente interessati dalle decisioni a lungo termine. In poche parole, l’obiettivo è quello di offrire anche ai giovani un posto significativo al tavolo decisionale, di modo da poter verificare che le riforme odierne non creino oneri sproporzionati o debiti ambientali e finanziari occulti che andrebbero a gravare esclusivamente sulle fasce più giovani e sulle generazioni future.
- Opportunità eque: che si concentrano sull’accesso a un’istruzione di qualità, ad un’occupazione stabile ed equa, ad alloggi a prezzi accessibili e all’assistenza sanitaria, compresa la salute mentale. Inoltre, è necessario riconoscere che la distribuzione della ricchezza e la tassazione delle successioni determinano il modo in cui i vantaggi e gli svantaggi si trasmettono tra le generazioni. A questo proposito, la Strategia evidenzia come Erasmus+ e il Corpo europeo di solidarietà siano strumenti chiave per l’equità intergenerazionale.
- Sviluppo territoriale equo: la Strategia sottolinea e riconosce il fattore geografico come una questione intergenerazionale. Il luogo in cui si vive (sia esso urbano o rurale, in una città fiorente o in una regione in declino) determina profondamente le opportunità di cui si dispone. Per questo risultano fondamentali azioni basate sul territorio in collaborazione con le autorità locali e regionali, garantendo la coesione e la resilienza del tessuto sociale su scala geografica.
All’interno di questi pilastri, la Strategia propone alcune azioni concrete chiave per il raggiungimento di tali scopi che verranno attuate nel prossimo futuro, come l’Indice di Equità Intergenerazionale, uno strumento statistico e di monitoraggio multidimensionale introdotto per mappare periodicamente lo stato delle opportunità, dei diritti e dei divari generazionali nei vari Stati membri, offrendo dati comparabili per orientare le scelte politiche. Il Pacchetto di Alfabetizzazione al Futuro (Futures Literacy), un programma formativo obbligatorio che sarà rivolto ai funzionari della pubblica amministrazione e ai decisori politici, pensato per integrare la pianificazione di lungo termine e la previsione strategica (strategic foresight) nei processi legislativi quotidiani. L’iniziativa “Voices of the Future”che consiste in un piano d’azione territoriale che sarà volto a creare canali strutturati di consultazione e co-progettazione, che permettano alle comunità locali e ai cittadini più giovani di partecipare attivamente alle decisioni pubbliche. Infine, una sostenibilità di Bilancio a Lungo Termine, quindi un quadro di riforme che unisce la previdenza, i sistemi sanitari e il mercato del lavoro, strutturato per rispondere in modo sostenibile ai megatrend della transizione ecologica e digitale senza compromettere i conti pubblici del domani.
In conclusione, Impronta Etica si è occupata spesso del tema dell’intergenerazionalità, lavorando con le proprie imprese mediante momenti di confronto e scambio. Questo perché siamo fortemente convinti che non possa esserci sostenibilità in un futuro prospero che non presti la dovuta attenzione ai giovani e alle fragilità di tutte le generazioni che agiscono nella società. Promuovere l’equità intergenerazionale richiede uno sforzo deliberato e sostenuto nel tempo, piuttosto che una riforma una tantum. All’interno di questo processo, la Commissione europea può dare l’esempio, applicando i principi che promuove e facendo un uso efficace degli strumenti esistenti per integrare meglio le considerazioni a lungo termine nel proprio lavoro. I progressi dipenderanno dalla cooperazione tra le Istituzioni europee e gli Stati membri, nonché dal coinvolgimento a livello regionale e locale.
È possibile scoprire di più sulla Strategia europea al seguente link.
Articolo redatto da Impronta Etica, Associazione senza scopo di lucro costituitasi nel 2001 per la promozione e lo sviluppo della sostenibilità e della responsabilità sociale d’impresa (RSI).
28 Luglio 2026




